Io c'ero!
Basterebbero solo queste due parole per far capire cosa ho provato agli altri 4999 (fonte TG5: oltre 5000!) che erano lì con me.
Ma vorrei fare di più. Mi piacerebbe trasmettere una piccola parte della gioia che ho provato sabato e domenica.
La prima emozione e' stata vedere in autostrada ben 2 cartelli luminosi indicare l'uscita Cesena Ippodromo per il WOODSTOCK 5 STELLE! Spero che il dipendente della società Autostrade che ha scritto il messaggio non sia già stato licenziato!
Poi tutto un susseguirsi di incontri con persone viste solo su FB o sui giornali, altre viste mesi fa a Bologna a Rai per una notte, altre ancora mai viste. Ma tutti eravamo accomunati da un senso di appagamento, di gioia, di liberazione. Se esistesse un contatore "geiger" per misurare la felicità, sabato e domenica la lancetta si sarebbe spezzata... fuori scala.
Vorrei dire a tutti coloro che accusano il Movimento 5 Stelle e i suoi sostenitori di essere demagoghi, iscritti ad una setta, violenti squadristi una cosa:
forse noi saremo tutto quello che voi dite. Ma una cosa e' certa, la nostra speranza di un cambiamento vero non verrà minimamente scalfita dalle vostre accuse che secondo me tradiscono solo sorpresa e paura. Non abbiate paura di essere felici. Cominciate a sperare e contribuite ad aumentare le probabilità che queste speranze diventino realtà.
Qualcosa si muove. Vedelago e' già un piccolo enorme esempio. I 500mila voti presi in 5 regioni alle elezioni regionali un altro esempio.
Non so se riusciremo a ripulire il Parlamento, a mandare a casa la casta sporca e corrotta, a restituire un po’ di giustizia alla Patria dei nostri figli.
Domani preferisco essere triste per non esserci riuscito che rammaricarmi per non averci nemmeno provato!
Un abbraccio a tutti i 120mila presenti fisicamente e i 5 milioni che c'erano tramite la rete.
martedì 28 settembre 2010
sabato 21 agosto 2010
NO CARO MARCO, NIENTE SCONTI AL FIDO FINI !!!!!
Approfitto di un articolo di Marco Travaglio che, come era nell'aria cerca di trovare, senza riuscirci, delle giustificazioni per Gianfranco Fini per il suo TARDIVO RAVVEDIMENTO, per condividere con i lettori di questo blog la mia opinione su Fini e sulla sua attivita' politica degli ultimi 16 anni.
Credo che per spiegare bene il mio punto di vista sia sufficiente copiare qui sotto il mio commento all'articolo FarePassato pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano.
Caro Marco, dopo un po’ di anni di condivisione totale delle tue opinioni, devo dire chiaramente che stavolta non condivido affatto questo tuo articolo.
E’ ovvio che il “ravvedimento operoso” di Fini sia meglio della perpetuazione dello schifo di cui si e’ reso responsabile in 16 anni di servitu’ al peggior politico che la storia mondiale possa annoverare: Silvio Berlusconi. Pero’ non posso non pensare che questo ravvedimento cosi’ tardivo sia solo una mossa strumentale tesa al raggiungimento di un obiettivo: dopo averne sfruttato le malefatte, sostituirsi al capo nel momento in cui e’ piu’ debole.
No mi dispiace caro Marco. Non sono disposto a fare sconti a Fini. Non faccio sconti a quel Fini che per anni ci ha massacrato i testicoli con le storie dei giudici che perseguitano il caimano. Non faccio sconti a quel Fini che con il suo sostegno ha dato forza al governo piu’ nefando che l’Italia ricordi. Non faccio sconti a quel Fini che ha contribuito a distruggere quello che rimaneva di una democrazia in fin di vita.
Fini per me e’ quasi peggiore di Berlusconi se cio’ fosse possibile. Il Caimano almeno e’ sempre stato coerente. Ha messo in atto tutte le strategie per evitare la galera e la bancarotta. Fini invece e’ stato il suo servo per 16 anni e poi si e’ accorto di aver sbagliato? E ancora si dice fedele al governo e non ha votato la sfiducia contro Caliendo perche’ non ha ancora la forza e autonomia per camminare da solo? Vaffxxxulo caro Fini. Mi spiace. Per me fino a quando non rischierai personalmente per le tue scelte dichiarate in modo coraggioso, sarai quasi peggio di SuperSilvio!
lunedì 5 luglio 2010
LA TERZA PROVOCAZIONE: IL SOLARE TERMODINAMICO
Carlo Rubbia lo disse anni fa. Viste le resistenze incontrate in Italia e' andato a lavorare in Spagna. Ora pare che anche i tedeschi abbiano capito che con l'energia del sole si puo' soddisfare il fabbisogno dell'intero pianeta.
Pubblico qui integralmente un bellissimo articolo firmato da Antonio Marafioti uscito sul Fatto Quotidiano di oggi.
Energia solare del deserto per illuminare il mondo, la soluzione ai disastri ambientali
Il progetto si chiama Desertec. Un'idea tutta tedesca che promette di dare luce al pianeta sfruttando una porzione desertica grande come la Lombardia
Energia verde e integrazione dei mercati elettrici col Maghreb. Per la Commissione europea è questa la strategia vincente per il futuro dei Paesi membri dell’Unione. È anche, manco a dirlo, il modo più efficace per evitare tragedie ambientali come quella che, da ormai più di due mesi, sta affliggendo il Golfo del Messico e mettendo a serio rischio la credibilità del presidente statunitense Barack Obama.
Per il commissario Europeo all’Energia, Gunther Oettinger, la soluzione auspicabile si chiama Desertec: l’innovativa idea, tutta tedesca, che potrebbe garantire la fornitura di elettricità per i cittadini europei mediante lo sfruttamento dell’energia solare dei deserti del Nord Africa e del Medio Oriente. Qualche giorno fa il piano è stato discusso ad Algeri dallo stesso Oettinger e da Youcef Yousfi, Amina Benkhadra e Afif Chelbi, ministri responsabili dell’energia di Algeria, Marocco e Tunisia. “Sono certo – ha sostenuto al termine del vertice Oettinger – che nei prossimi cinque anni arriverà al mercato europeo la produzione elettrica dei primi impianti localizzati nell’area nord africana”. Per il commissario la strada è ancora lunga – si parla di 20-40 anni per portare a termine l’intero progetto – ma fattibile anche se serviranno ingenti capitali per poterla percorrere.
Il principio cardine di Desertec si fonda sullo sfruttamento dei raggi solari nelle zone desertiche che verranno trasformati, grazie all’uso di grandi impianti, in vapore che, a sua volta, attiverà una turbina che genererà elettricità come una comune centrale. I numeri prospettati dal consorzio Desertec, responsabile del progetto e formato da 12 aziende, sono davvero impressionanti: basterebbe coprire con campi collettori tre millesimi di area desertica, 40 milioni di km quadrati, per soddisfare la domanda energetica mondiale equivalente a 18 mila TW/h all’anno.
L’obiettivo fissato ad Algeri con un piano d’azione concreto sottoscritto dai responsabili dell’Energia è, per ora, molto meno ambizioso e punta a rifornire nei prossimi cinque anni l’area EUMENA (Europa, Medio Oriente e Nord Africa) grazie all’attivazione di un progetto pilota. La porzione elettrica destinata al fabbisogno degli abitanti del Vecchio Continente sarà, per il momento, solo del 15 percento. Ma l’impegno di Bruxelles sembra essere molto serio in virtù dell’approssimarsi della scadenza, fissata entro il 2020, dell’obbligo per l’Ue di produrre da fonti verdi il 20 percento della sua energia totale. Desertec, secondo quanto sostenuto da Oettinger, potrebbe permettere di raggiungere questo e altri risultati visto che, come sostiene Gerhard Knies, il presidente del Consiglio di vigilanza del consorzio, “In meno di sei ore i deserti ricevono più energia dal sole di quanto l’umanità ne consuma in un anno”. Per i promotori della piattaforma, fra cui l’italiana Enel Green che è entrata nel consorzio a marzo, i vantaggi sarebbero più d’uno. Con un lavoro costante volto alla costruzione della rete di collegamento sottomarina destinata al trasporto di tutte le forme di energia non inquinante, la rete Desertec potrebbe, con un’area di impianti estesa quanto la Lombardia, dare accesso sufficiente all’energia al 90 percento della popolazione mondiale. Nessun problema neanche per quanto riguarda le distanze dal momento che le linee moderne di alta tensione che si useranno manterranno il livello delle perdite di energia sotto il 3 percento per ogni 1000 km. E ancora, potranno attivarsi nuovi posti di lavoro nei paesi del Maghreb: per la costruzione di un pannello da 250 MW saranno impiegate mille unità fra operai e ingegneri per circa 2-3 anni. In più, l’enorme quantità d’energia, basterà anche per desalinizzare grosse quantità di acqua marina che sarà destinata a quei Paesi che già da ora arrancano a trovare risorse disponibili di acqua potabile. Gli studi già effettuati sostengono che con un campo di collettori da 250 MW e una turbina da 200 MW si potranno depurare 100 mila metri cubi d’acqua al giorno: più di 4 milioni di litri all’ora.
Nonostante i vantaggi sulla carta c’è già chi solleva numerose obiezioni. In primo luogo sulla voce “costi d’opera” che, secondo un primo preventivo, ammonterebbero a 450 miliardi di euro: necessari a costruire 20 linee di trasmissione da 5 GW l’una. Un’enormità che, rassicurano dal consorzio, potrebbe essere raggiunta da subito “con le misure adeguate come le tariffe fisse, già sperimentate in Spagna e Germania. La necessità di questi provvedimenti – aggiungono da Monaco – si ridurrebbe o sparirebbe se si sopprimessero le sovvenzioni statali alle energie fossili o nucleari e si fabbricassero componenti su larga scala”. Attualmente le tariffe sarebbero proibitive se si pensa che sull’elettricità generata dal sole graverebbe una spesa che oscilla fra i 125 e i 130 euro per MW/ora contro i 48 euro dell’energia prodotta da centrali a carbone. Uno sforzo economico che, tuttavia, potrebbe diminuire con la standardizzazione del prodotto che, quando definitivamente operativo, potrà garantire un perfetto equilibrio domanda/offerta e, quindi, evitare gli sprechi. Così come sarà assicurata la disponibilità di elettricità anche durante la notte e i periodi di eccessiva nuvolosità visto che la super-griglia di collegamento potrà essere usata anche per il trasporto di gas e biocombustibili. Il procedimento è già operativo dal 1985 in California dove più di un’azienda vi ha fatto ricorso per uso commerciale. Il taglio economico coinvolgerebbe anche, leggi caso BP, i costi addizionali diretti o indiretti per possibili danni ambientali e per l’eliminazione di scorie nell’ambiente.
Cosa manca dunque? Dal consorzio ripetono che l’unico elemento che impedisce l’avvio del progetto è la mancanza di un quadro politico solido in alcuni stati che saranno i potenziali produttori di elettricità solare. Non sembrano bastare le previsioni degli ideatori che sostengono “In caso di una interruzione volontaria di fornitura, i Paesi produttori perderanno immediatamente le entrate provenienti dalla vendita di energia, al contrario di quanto accade per le energie sviluppate dai combustibili fossili che possono conservarsi e vendersi in un secondo momento a prezzo più alto. A questo si sommerebbe la perdita di fiducia nelle nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa da parte dei loro clienti e dei futuri finanziatori”. Questi ultimi, sia pubblici che privati, per quanto estremamente interessati all’affaire, non metteranno un centesimo senza aver precedentemente ricevuto garanzie sulla sicurezza dei propri investimenti.
Pubblico qui integralmente un bellissimo articolo firmato da Antonio Marafioti uscito sul Fatto Quotidiano di oggi.
Energia solare del deserto per illuminare il mondo, la soluzione ai disastri ambientali
Il progetto si chiama Desertec. Un'idea tutta tedesca che promette di dare luce al pianeta sfruttando una porzione desertica grande come la Lombardia
Energia verde e integrazione dei mercati elettrici col Maghreb. Per la Commissione europea è questa la strategia vincente per il futuro dei Paesi membri dell’Unione. È anche, manco a dirlo, il modo più efficace per evitare tragedie ambientali come quella che, da ormai più di due mesi, sta affliggendo il Golfo del Messico e mettendo a serio rischio la credibilità del presidente statunitense Barack Obama.
Per il commissario Europeo all’Energia, Gunther Oettinger, la soluzione auspicabile si chiama Desertec: l’innovativa idea, tutta tedesca, che potrebbe garantire la fornitura di elettricità per i cittadini europei mediante lo sfruttamento dell’energia solare dei deserti del Nord Africa e del Medio Oriente. Qualche giorno fa il piano è stato discusso ad Algeri dallo stesso Oettinger e da Youcef Yousfi, Amina Benkhadra e Afif Chelbi, ministri responsabili dell’energia di Algeria, Marocco e Tunisia. “Sono certo – ha sostenuto al termine del vertice Oettinger – che nei prossimi cinque anni arriverà al mercato europeo la produzione elettrica dei primi impianti localizzati nell’area nord africana”. Per il commissario la strada è ancora lunga – si parla di 20-40 anni per portare a termine l’intero progetto – ma fattibile anche se serviranno ingenti capitali per poterla percorrere.
Il principio cardine di Desertec si fonda sullo sfruttamento dei raggi solari nelle zone desertiche che verranno trasformati, grazie all’uso di grandi impianti, in vapore che, a sua volta, attiverà una turbina che genererà elettricità come una comune centrale. I numeri prospettati dal consorzio Desertec, responsabile del progetto e formato da 12 aziende, sono davvero impressionanti: basterebbe coprire con campi collettori tre millesimi di area desertica, 40 milioni di km quadrati, per soddisfare la domanda energetica mondiale equivalente a 18 mila TW/h all’anno.
L’obiettivo fissato ad Algeri con un piano d’azione concreto sottoscritto dai responsabili dell’Energia è, per ora, molto meno ambizioso e punta a rifornire nei prossimi cinque anni l’area EUMENA (Europa, Medio Oriente e Nord Africa) grazie all’attivazione di un progetto pilota. La porzione elettrica destinata al fabbisogno degli abitanti del Vecchio Continente sarà, per il momento, solo del 15 percento. Ma l’impegno di Bruxelles sembra essere molto serio in virtù dell’approssimarsi della scadenza, fissata entro il 2020, dell’obbligo per l’Ue di produrre da fonti verdi il 20 percento della sua energia totale. Desertec, secondo quanto sostenuto da Oettinger, potrebbe permettere di raggiungere questo e altri risultati visto che, come sostiene Gerhard Knies, il presidente del Consiglio di vigilanza del consorzio, “In meno di sei ore i deserti ricevono più energia dal sole di quanto l’umanità ne consuma in un anno”. Per i promotori della piattaforma, fra cui l’italiana Enel Green che è entrata nel consorzio a marzo, i vantaggi sarebbero più d’uno. Con un lavoro costante volto alla costruzione della rete di collegamento sottomarina destinata al trasporto di tutte le forme di energia non inquinante, la rete Desertec potrebbe, con un’area di impianti estesa quanto la Lombardia, dare accesso sufficiente all’energia al 90 percento della popolazione mondiale. Nessun problema neanche per quanto riguarda le distanze dal momento che le linee moderne di alta tensione che si useranno manterranno il livello delle perdite di energia sotto il 3 percento per ogni 1000 km. E ancora, potranno attivarsi nuovi posti di lavoro nei paesi del Maghreb: per la costruzione di un pannello da 250 MW saranno impiegate mille unità fra operai e ingegneri per circa 2-3 anni. In più, l’enorme quantità d’energia, basterà anche per desalinizzare grosse quantità di acqua marina che sarà destinata a quei Paesi che già da ora arrancano a trovare risorse disponibili di acqua potabile. Gli studi già effettuati sostengono che con un campo di collettori da 250 MW e una turbina da 200 MW si potranno depurare 100 mila metri cubi d’acqua al giorno: più di 4 milioni di litri all’ora.
Nonostante i vantaggi sulla carta c’è già chi solleva numerose obiezioni. In primo luogo sulla voce “costi d’opera” che, secondo un primo preventivo, ammonterebbero a 450 miliardi di euro: necessari a costruire 20 linee di trasmissione da 5 GW l’una. Un’enormità che, rassicurano dal consorzio, potrebbe essere raggiunta da subito “con le misure adeguate come le tariffe fisse, già sperimentate in Spagna e Germania. La necessità di questi provvedimenti – aggiungono da Monaco – si ridurrebbe o sparirebbe se si sopprimessero le sovvenzioni statali alle energie fossili o nucleari e si fabbricassero componenti su larga scala”. Attualmente le tariffe sarebbero proibitive se si pensa che sull’elettricità generata dal sole graverebbe una spesa che oscilla fra i 125 e i 130 euro per MW/ora contro i 48 euro dell’energia prodotta da centrali a carbone. Uno sforzo economico che, tuttavia, potrebbe diminuire con la standardizzazione del prodotto che, quando definitivamente operativo, potrà garantire un perfetto equilibrio domanda/offerta e, quindi, evitare gli sprechi. Così come sarà assicurata la disponibilità di elettricità anche durante la notte e i periodi di eccessiva nuvolosità visto che la super-griglia di collegamento potrà essere usata anche per il trasporto di gas e biocombustibili. Il procedimento è già operativo dal 1985 in California dove più di un’azienda vi ha fatto ricorso per uso commerciale. Il taglio economico coinvolgerebbe anche, leggi caso BP, i costi addizionali diretti o indiretti per possibili danni ambientali e per l’eliminazione di scorie nell’ambiente.
Cosa manca dunque? Dal consorzio ripetono che l’unico elemento che impedisce l’avvio del progetto è la mancanza di un quadro politico solido in alcuni stati che saranno i potenziali produttori di elettricità solare. Non sembrano bastare le previsioni degli ideatori che sostengono “In caso di una interruzione volontaria di fornitura, i Paesi produttori perderanno immediatamente le entrate provenienti dalla vendita di energia, al contrario di quanto accade per le energie sviluppate dai combustibili fossili che possono conservarsi e vendersi in un secondo momento a prezzo più alto. A questo si sommerebbe la perdita di fiducia nelle nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa da parte dei loro clienti e dei futuri finanziatori”. Questi ultimi, sia pubblici che privati, per quanto estremamente interessati all’affaire, non metteranno un centesimo senza aver precedentemente ricevuto garanzie sulla sicurezza dei propri investimenti.
sabato 19 giugno 2010
SPATUZZA: I GRAVIANO MINACCIANO LO STATO. LO STATO SI DIFENDE
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3. La commissione del Viminale nega la concessione del Programma di Protezione per i pentiti. La motivazione di questa decisione è che il pentito Spatuzza non ha rispettato i termini di 180 giorni per fare tutte le dichiarazioni che riteneva utili. Ci sono moti commenti da più parti che entrano nel merito di questa decisione. Io mi limito a sottolineare il significato indiretto della negazione di protezione a Spatuzza. I fratelli Graviano e tutti gli altri potenziali "parlatori" sono avvisati. Lo Stato potrebbe anche non concedere i privilegi inventati da Giovanni Falcone per quei collaboratori di giustizia che diano un contributo all'individuazione della verità.
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Non desidero aggiungere commenti. Volevo solo stimolare la vostra analisi mettendo insieme tre eventi. Vi invito a documentarvi per farvi una vostra idea. Io la mia idea me la sono fatta ed è molto chiara. Ma con i tempi che corrono, preferisco tenermela per me.
Ho deciso di pubblicare questo articolo perchè vorrei lasciare fra i miei appunti personali, alcuni collegamenti. Non vorrei che in futuro me ne dimenticassi. Non voglio aggiungere nessun commento, non voglio dare colpe a nessuno. Tengo solo ad elencare in ordine cronologico alcuni eventi riportati su tutti i giornali. Anche eventuali commenti non sono miei ma ripresi dai giornali.
1. Gaspare Spatuzza ha deciso di collaborare con la giustizia. Ha fornito molti dettagli della sua attività criminale. Si è addirittura autoaccusato, smentendo Scarantino, di aver procurato la Fiat 126 utilizzata per l'attentato di Via D'Amelio costato la vita al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta. Scarantino è colui che in precedenza aveva già confessato di aver rubato la stessa 126. Di fronte ai giudici in contraddittorio con Spatuzza, Scarantino ha ammesso di essersi inventato tutto. Ci sono altre circostanze valutate da diverse procure (Palermo, Caltanissetta, Firenze) per cui Spatuzza viene ritenuto un testimone attendibile e, quindi, un pentito. Durante il processo per concorso esterno in associazione mafiosa a uno dei fondatori del partito Forza Italia, Marcello Dell'Utri (condannato a 9 anni in primo grado), il testimone Spatuzza riferisce di colloqui fra lui e i fratelli Graviano (anche loro in carcere per reati di mafia) che gli parlano di contatti con Dell'Utri. In questi colloqui, secondo Spatuzza, i Graviano parlavano della possibilità di "dialogo" con Berlusconi.
2. I Fratelli Graviano interrogati per verificare l'attendibilità delle dichiarazioni di Spatuzza, hanno avuto un comportamento giudicato strano da più fonti. Infatti uno dei fratelli ha smentito Spatuzza, anche se pare che i toni con cui si riferiva a Spatuzza non fossero quelli tipici usati da un mafioso nei confronti di chi "parla". L'altro fratello invece, dichiara di non essere in grado di parlare a causa di problemi di salute. Molti commentatori affermano che questo comportamente vuole essere un segnale molto chiaro e in linea con la strategia di comunicazione mafiosa. Dicono i commentatori, che l'aver timidamente smentito Spatuzza da una parte e aver deciso di tacere dall'altra significa una cosa molto precisa: se vogliamo, possiamo dire che tutte le affermazioni di Spatuzza siano "minchiate" (stupidaggini ndr), ma in assenza di chiari segnali di apprezzamento per questo gesto, possiamo anche decidere di vuotare il sacco.
3. La commissione del Viminale nega la concessione del Programma di Protezione per i pentiti. La motivazione di questa decisione è che il pentito Spatuzza non ha rispettato i termini di 180 giorni per fare tutte le dichiarazioni che riteneva utili. Ci sono moti commenti da più parti che entrano nel merito di questa decisione. Io mi limito a sottolineare il significato indiretto della negazione di protezione a Spatuzza. I fratelli Graviano e tutti gli altri potenziali "parlatori" sono avvisati. Lo Stato potrebbe anche non concedere i privilegi inventati da Giovanni Falcone per quei collaboratori di giustizia che diano un contributo all'individuazione della verità..
Non desidero aggiungere commenti. Volevo solo stimolare la vostra analisi mettendo insieme tre eventi. Vi invito a documentarvi per farvi una vostra idea. Io la mia idea me la sono fatta ed è molto chiara. Ma con i tempi che corrono, preferisco tenermela per me.
martedì 8 giugno 2010
LETTERA AL PRESIDENTE
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Copio dal Blog di Antonio Di Pietro:
Ore 11:47 (fonte Ansa) - "Da ministro dello Sviluppo economico posso dire che se la Rai non cambia e non smette di essere così faziosa contro la maggioranza sono quasi quasi tentato di non firmare il contratto di servizio pubblico".
Ore 12.27 (fonte Asca) - "Oggi la sovranità non è più del Parlamento, è passata a una corrente della magistratura e ai suoi pm che attraverso la Corte Costituzionale abrogano le leggi che non gli piacciono. E' uno sfogo? No, è la realtà”
Ore 12:39 (fonte Agi) - "Ho detto agli uomini della Protezione civile di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne, senza rendersi riconoscibili. Dopo l'apertura di quel fascicolo c'è il rischio che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile, gli spari in testa".
Ore 12:50 (fonte Adnkronos) - "In Italia Il presidente del Consiglio non ha nessun potere. Potevo al massimo stabilire l'ordine del giorno del Consiglio dei ministri, ma l'ho delegato a Gianni Letta e non mi è rimasto nemmeno quello".
Ore 13:05 (fonte Sky Tg24) - ''Mettetevi per qualche minuto nei miei panni, aprite un giornale e accendete la tv pensando di chiamarvi Berlusconi, di essere me. Se dopo dieci minuti non vi viene la nausea mandatemi una lettera dicendomi che ho torto. Comunque resistiamo''.
Ore 13:21 (fonte Ansa) - ''In questa manovra sono stati chiesti pochi sacrifici' e tra le categorie interessate c'e stata quella degli impiegati pubblici perché loro hanno visto aumentare i loro stipendi quasi del doppio rispetto ai privati".
Ecco quindi di seguito la mia lettera.
Illustrissimo Presidente del Consiglio,
con riferimento alla sua dichiarazione fatta a SkyTG24 alle ore 13.05 di oggi Martedi 8 giugno 2010 che riporto qui sopra, desidero darLe atto del grande senso di nausea che proverei se fossi costretto ad essere LEI. A dire il vero se fossi proprio costretto a mettermi nei suoi panni, proverei un cosi' grande senso di vergogna che mi darei fuoco!
Saluti
Salvatore Mandara'
giovedì 3 giugno 2010
U VOI RICI CURNUTU O SCECCU / IL BUE DICE CORNUTO ALL'ASINO / Proverbio mai calzo' meglio
Spero di non offendere nessuno dei quattro soggetti ritratti per gli accostamenti.
Guardate questo video di Tony Troja intitolato T.S.O. poi leggete il resto del post che si riferisce alla telefonata riportata nell'ultima parte del video.
Chi ha assistito all'ultima incursione telefonica del nostro amatissimo Presidente del Consiglio alla trasmissione di Giovanni Floris di Martedi' scorso, forse trovera' azzeccata la citazione di questo antico proverbio italiano, che io ho voluto riportare in questa sede anche nel mio dialetto.
Il vicedirettore de La Repubblica Massimo Giannini (plurale da non confondersi con il singolare giornalista di Radio24), nell'esporre i suoi commenti sulla manovra economica del Ministro Tremonti, aveva accennato ad un discorso fatto pubblicamente e riportato dai giornali, in cui il Presidente del Consiglio e capo supremo del partito dell'amore affermava che in uno Stato in cui le tasse superano il 50%, evadere il fisco e' una cosa comprensibile e quasi encomiabile!
La citazione di questa notizia (ovviamente falsa, tanto e' vero che prima della fine della trasmissione Floris ha mostrato tutti i riferimenti, ovviamente tutti falsi ndr), ha scatenato la giustificata ira del nostro amatissimo Presidente del Consiglio e capo del Partito dell'amore. Cosi', questo pover uomo si e' visto costretto a difendere la sua onorabilita' chiamando un numero diretto della Rai(lui ovviamente dispone di un canale particolare come le note cronache legate all'inchiesta di Trani hanno dimostrato) per intervenire e restituire la cortesia al giornalista Giannini.
Qui' l'apoteosi di un personaggio la cui rettitudine non conosce limiti. Ecco quindi che lui, il Bue, dice al giornalista, l'Asino, che e' uno spudorato mentitore!
Credo sia chiaro a tutti come questo maledetto Asinaccio abbia offeso il povero Bue. Questo brutto Asino ha detto delle grandissime menzogne ai danni del povero Bue. Quindi, lui, maledetto asinaccio e' proprio un cornuto, come dice il Bue.
La prova e' che in tutti i fatti in cui per i giudici, i giornalisti e i cittadini sporchi comunisti quel poveraccio di un Bue avrebbe mentito, invece e' vero il contrario. Sono tutte calunnie.
Accusano questo povero bue di aver corrotto degli esponenti della Guardia di Finanza, di aver corrotto un avvocato mentitore per fare falsa testimonianza ad un processo, di aver commesso falso in bilancio e avere per questo depenalizzato il reato, di avere un braccio destro (Dell'Utri ndr) accusato di essere vicino alla mafia, di avere avuto a casa sua per anni un pluripregiudicato per mafia che dopo divento' eroe (Mangano), di aver avuto dal fratello la registrazione di una conversazione coperta da segreto istruttorio tra Fassino e Consorte. Mi fermo qui, ma e' ovvio che la lista di menzogne (per favore non cadete nell'assonanza con Minzolini, quello e' un altro discorso, Minzolini NON e' sinonimo di menzogna) partorite dagli Asini Comunisti per screditare il nostro amatisimo Bue sono infinite.
La dimostrazione del fatto che il Bue sia contrario all'evasione fiscale e' sotto gli occhi di tutti. Ecco alcune dimostrazioni, brutti asini cornuti comunisti:
1. il Governo B. non ha mai fatto condoni che possano "educare" gli italiani all'evasione.
2. il Governo B. ha subito tolto tutte le norme introdotte dal governo precedente sulla tracciabilita'. Poi ha deciso di introdurne alcune, anche se corrette. Il limite di 5000 Euro e' giusto. Se una povera vecchetta vuole comprarsi un paio di scarpe o un povero vecchietto vuole andare con una escort, non puo' mica usare la carta di credito!
3. il Governo B. ha introdotto lo scudo fiscale. Ma e' ovvio, no? Se la povera vecchietta a forza di cercare un paio di scarpe che le vadano bene deve fare tanti viaggi in Svizzera o alle Cayman, ma non riesce a trovare quello che fa per lei e torna in quei posti 10mila volte, come deve fare? E se un povero mafioso che ha onestamente guadagnato qualche milione di Euro spacciando droga, estorcendo dei soldi a qualche negoziante, sfruttando qualche prostituta, come deve fare? Quindi, brutti Asini comunisti, smettetela di dire che il Bue e' un cornuto e che incita all'evasione delle tasse. Siete voi asinacci ad avere le corna perche' non riuscite a vedere tutto l'amore e il senso dello Stato di questo povero Bue a cui ne dicono di tutti i colori.
Nota del redattore: non so quanto tempo restera' pubblicato questo post. Era da martedi' che volevo sfogarmi in qualche modo.....ecco ho scelto questo.
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martedì 4 maggio 2010
L'OFFENSIVA PRO-NUCLEARE E' COMINCIATA

Silvio Berlusconi, il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 150 anni e Claudio Scajola, l'ex ministro proprietario dell'appartamento con vista Colosseo piu' economico della capitale(3300 Euro/mq), hanno dato inizio alla nuova guerra mediatica pro-Nucleare. Tutti i telegiornali di regime, le radio piu' o meno vicine al governo, i giornali e tutti gli altri mezzi di comunicazione a loro disposizione hanno gia' dato inizio alle ostilita'. Obiettivo: convincere gli italiani che l'Italia non puo' andare avanti senza il Nucleare. Il Nucleare e' pulito, economico, sicuro. I vicini cugini francesi fanno a gara e sono pronti a scendere in piazza per accaparrarsi una nuova centrale vicino a casa loro. Questo ci dicono questi signori a cui io non affiderei nemmeno il mio cagnolino per una passeggiatina!
Ieri mattina, 3 maggio 2010, ho ascoltato una trasmissione radiofonica (Radio24, Nove in punto, condotta dal giornalista Oscar Giannino) che, probabilmente a causa di convinzioni in buona fede del conduttore, ha tentato di dimostrare che gli incentivi statali a favore delle energie da fonti rinnovabili sono un errore e uno spreco non sostenibile. Altra tesi portata avanti nella trasmissione riguarda il fatto che un investimento sulle energie rinnovabili porta un numero di posti di lavoro pari ad 1/7 di quelli che si potrebbero ottenere con il medesimo investimento nell'industria. Queste panzane erano basate sul fatto che Terna ha dichiarato che le richieste di incentivi provenienti dal Sud Italia ammontano a ben 100mila MW di potenza da installare. Ne' il giornalista di confindustria, ne' il suo ospite contro le rinnovabili e pro-nucleare (all'altro ospite e' stato permesso di parlare molto meno) hanno pero' dato indicazioni su quale fosse il settore dell'industria su cui bisognerebbe investire per creare posti di lavoro. Nessuno ha osservato che in Europa in generale e in Italia in particolare, l'industria tradizionale fa fatica a restare aperta, altro che nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro. Nessuno e' stato sfiorato dal dubbio che se i tedeschi e gli altri nord europei stanno investendo come matti nel campo delle energie rinnovabili forse e' perche' questo e' uno dei pochi settori che puo' dare slancio alla crescita sostenibile e quindi creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro..
Secondo la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia questi 100mila MW di richieste sono sospetti sia per l'entita', sia per il fatto che le richieste arrivano dal Sud. A nessuno (la Presidente di Confindustria, al giornalista di Confindustria, il suo ospite a supporto della tesi) e' venuto in mente che forse la ragione di questa sospetta provenienza delle richieste dipenda dal fatto che il meridione ha un coefficiente di insolazione e una presenza di vento molto maggiori rispetto alla pianura padana. Per ogni KWp di potenza fotovoltaica installata, si producono in un anno circa 1100 KWh al Nord contro gli oltre 1500KWh del sud. Fra l'altro, il sistema degli incentivi e' fatto in modo che il produttore viene pagato sull'effettiva produzione e non sulla potenza dichiarata. Quindi proprio non si capisce tutta questa diffidenza preventiva! Per quanto riguarda l'entita' delle richieste di incentivo del Sud, i 100mila MW di potenza possono produrre circa il 40% del fabbisogno italiano totale di Energia elettrica. Infatti con 100mila MW di potenza di picco (fotovoltaico o eolico) si puo' arrivare a circa 150milaGWh di Energia che vanno confrontati con i 340mila GWh necessari. Ammesso quindi che il 100% delle richieste dia origine ad un impianto regolarmente in produzione, aggiungendo il 16% dell'idroelettrico gia' presente, si potrebbe arrivare ad una quota compresa fra il 50% e il 60% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Da qualche parte su Internet qualcuno dice, senza spiegare bene il calcolo, che le richieste di incentivi sospette (sempre i famosi 100mila MW) rappresentano il 140% del totale italiano. Ma non si capisce di quale totale italiano si parli, ne' chi e come ha fatto il calcolo! Torniamo un attimo al Nucleare tanto amato dai francesi che farebbero carte false per avere una centrale nel giardino di casa. Vi siete chiesti perche' il presidente del consiglio piu' amato dagli italiani e l'ex ministro con l'appartamento piu' a buon mercato di Roma (che governo da Record) hanno lanciato quest'offensiva mediatica? In politica bisogna sempre farsi la stessa domanda: cui prodest? A chi conviene il Nucleare? Abbiamo detto (vedi post su questo blog sull'argomento) che il Nucleare NON e' economico. Nel Regno Unito anni fa' hanno lanciato una gara aperta agli imprenditori privati per lanciare il Nucleare. La gara e' andata deserta. Nessun imprenditore di buon senso spenderebbe i suoi soldi per il Nucleare civile.
Solo per estrarre il combustibile nucleare buono per la reazione bisogna partire dall'Uranio che NON e' disponibile in Italia e il cui prezzo e' decuplicato negli ultimi anni. Poi bisogna spendere energia per renderlo utilizzabile. Quindi idealmente questo significa che ogni centrale nucleare dovrebbe avere una piccola centrale a carbone o olio combustibile o di qualunque altro genere per avere l'energia necessaria ad ottenere il combustibile. E poi serve una quantita' enorme di acqua per raffreddare l'impianto. E poi restano i problemi dello smaltimento dei rifiuti radioattivi e dulcis in fundo gli enormi costi di smantellamento a fine vita della centrale.
Dicevamo, cui prodest? Perche' allora i due signori di cui sopra vogliono investire 30-50 miliardi di Euro per fare queste benedette centrali nucleari in Italia ignorando l'esito di un Referendum che ha sancito il bando di questo tipo di installazioni? Attenzione la stima dei costi NON e' stata corretta del cosiddetto "fattore Italia"! Se per fare un Km di ferrovia per il treno moderno in Italia si spende il quadruplo rispetto al resto del mondo, non pensate che anche per il Nucleare, forse, varra' la stessa legge? Perche' questi signori vogliono fare tutte queste grandi opere? TAV, Ponte sullo stretto, Nucleare e via spendendo? Ecco, forse ora e' chiaro cui prodest? Come dicevamo poco sopra, nessun imprenditore sano di mente investirebbe i suoi soldi per il Nucleare, ma questi imprenditori/governanti che usano i soldi nostri, ovviamente si!
Provate a pensare cosa si potrebbe fare con questo mare di soldi se speso per fare cose utili alla collettivita': produzione di energia pulita(meglio con molti impianti medio-piccoli che con pochi mega-impianti), creazione di milioni di posti di lavoro nel settore dell'energia, della raccolta differenziata dei rifiuti, nella connettivita' a banda larga, nella ricerca etc. etc.
Non desidero che voi prendiate come oro colato il contenuto di queto post. Vi invito pero' a studiare, a informarvi, a leggere e approfondire prima di dare credito alla campagna mediatica che vuole convincerci che Nucleare e' bello!
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